Parte finale di Notte di Natale di Guy de Maupassant

Eccoci giunti al termine del racconto di Natale intitolato “Notte di Natale“, del celebre scrittore francese Guy de Maupassant, nel quale un evento atmosferico eccezionale preannuncia un evento soprannaturale, come la possessione demoniaca di una donna della Normandia. In questa ultima parte, vedremo come si è risolta la situazione.

“Il vecchio prete mormorò: “Voi non siete credente, dottore, ma mi aiuterete lo stesso, non è vero? Vi incaricate voi di condurvela?” Gli promisi il mio aiuto. Venne la sera, e poi la notte; e la campana della chiesa cominciò a suonare, gettando la sua voce lamentosa attraverso lo spazio cupo, sulla distesa gelata e bianca delle nevi. Esseri neri se ne venivano lentamente a gruppi, docili al grido di bronzo del campanile. La luna piena illuminava in un chiarore vivo e livido tutto l’orizzonte, rendendo più visibile la pallida desolazione dei campi.

Avevo con me quattro uomini robusti e mi recai alla fucina. L’indemoniata continuava ad urlare, legata al suo giaciglio. La vestimmo dolcemente malgrado la sua accanita resistenza e la portammo via. La chiesa, illuminata e fredda, era ormai piena di gente; i cantori avevano cominciato il loro canto monotono; l’organo ronfava, la campanella del chierichetto tintinnava, regolando i movimenti dei fedeli. Rinchiusi la donna e i suoi guardiani nella cucina della canonica e attesi il momento che ritenevo adatto.

Scelsi l’istante che segue la comunione. Tutti i contadini, uomini e donne, avevano ricevuto il loro Dio per piegare il suo rigore. Un gran silenzio incombeva mentre il sacerdote terminava il mistero divino. Ad un mio ordine, venne aperta la porta e i miei quattro aiutanti introdussero l’indemoniata. Appena la donna scorse le luci, la folla inginocchiata, l’altare in fiamme e il tabernacolo dorato, cominciò a dibattersi con tale violenza che per poco non ci sfuggì, e lanciò grida così acute che un brivido di spavento percorse la chiesa; tutte le teste si alzarono; alcuni fuggirono.

Non sembrava più una donna, contratta e contorta tra le nostre mani, con il volto deformato, e gli occhi da pazza. La trascinammo fino agli scalini dell’altare e la tenemmo a viva forza accovacciata a terra. Il prete si era alzato; la aspettava. Quando la vide ferma, prese in mano l’ostensorio coronato di raggi d’oro, con l’ostia bianca nel mezzo e, avanzando di qualche passo, lo innalzò con le braccia tese al di sopra del capo, presentandolo allo sguardo spaurito dell’indemoniata.

Costei continuava ad urlare, con gli occhi fissi, tesi verso quell’oggetto raggiante. E il prete restava talmente immobile che lo si sarebbe scambiato per una statua. La scena durò a lungo, molto a lungo. La donna pareva impaurita, affascinata; contemplava fissamente l’ostensorio, scossa ancora da tremiti terribili ma radi, continuando a urlare ma con voce meno straziante. E stettero così ancora molto tempo. Si sarebbe detto che ella non potesse più abbassare gli occhi, che le si fossero inchiodati sull’ostia; gemeva soltanto, ora, e il suo corpo irrigidito si afflosciava, cedeva.

La folla era prosternata con la fronte a terra. Ora l’indemoniata abbassava e sollevava rapidamente le palpebre, come impotente a sostenere la vista del suo Dio. Si era chetata. Poi, d’un tratto, mi accorsi che rimaneva con gli occhi chiusi. Dormiva come una sonnambula, ipnotizzata, chiedo scusa! vinta dalla contemplazione insistente dell’ostensorio dai raggi d’oro, prostrata dal Cristo vittorioso. La portarono via, inerte, mentre il prete risaliva verso l’altare.

I fedeli sconvolti intonarono un Te Deum di ringraziamento. E la moglie del fabbro dormì quaranta ore consecutive, poi si risvegliò senza alcun ricordo dell’accaduto, né dell’invasamento né della liberazione. Ecco, signore mie, il miracolo che ho visto>>.

Il dottor Bonenfant tacque, poi aggiunse con voce contrariata: <<Non mi son potuto rifiutare di attestarlo per iscritto>>.”

Speriamo che abbiate gradito questo racconto di Natale di Guy de Maupassant, e vi invitiamo a continuare a seguire la nostra serie di storie di Natale dei grandi scrittori.

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