Intorno al Fuoco – Parte Seconda

Proseguiamo col racconto di Natale intitolato “Intorno al Fuoco” di Charles Dickens, e vediamo quali altre stranezze accadono nel periodo di Natale.

Non scompariranno mai le vecchie case con le gallerie che risuonano di echi, le camere da letto d’onore, le ali infestate di fantasmi, chiuse da tanti anni, nelle quali ci permettevamo di scorrazzare, con i brividi che piacevolmente ci salivano lungo la schiena, e di incontrare tutti i fantasmi che volevamo; i quali però (conviene precisarlo, forse) si riducevano a pochissimi tipi o specie fondamentali: poiché i fantasmi sono poco originali e <<passeggiano>> per sentieri battuti.

Avviene così che in una certa stanza di una certa dimora di campagna, dove un certo Lord, Baronetto, Cavaliere o Gentiluomo scellerato si è ucciso sparandosi un colpo di pistola, il sangue si rifiuti di sparire da certe assi dell’impiantino. Puoi pure raschiare e raschiare, come l’attuale proprietario ha fatto, o piallare e piallare come fece il nonno, o scrostare e scrostare con potenti acidi corrosivi, come fece il bisnonno, ma il sangue sarà sempre lì: né più rosso né più scolorito, né di più né di meno, sempre e solo lo stesso.

Accade così che in una talaltra casa ci sia una porta stregata che non resterà mai aperta, o un’altra che non resterà mai chiusa, e il suono stregato di un arcolaio, o di un martello, o un rumore di passi o un urlo, o un sospiro, o uno scalpitio di cavalli, o uno strepito di catene. Diversamente c’è un orologio sulla torre che a mezzanotte batte tredici rintocchi quando il capofamiglia è in punto di morte, o una carrozza nera, fosca e immota, che in quei momenti qualcuno vede sempre in sosta vicino ai grandi cancelli delle scuderie.

E accade così che lady Mary andò in visita in una casa vasta e isolata nelle Highlands scozzesi, e che, stanca per il lungo viaggio, si ritirò presto nella sua stanza, e la mattina successiva disse candidamente al tavolo della colazione: <<Che bizzarria dare una festa così tardi, la scorsa notte, in un posto così fuori mano, e non avermelo detto prima che andassi a letto!>>. Al che domandarono tutti a Lady Mary cosa intendeva dire. Lady Mary allora rispose: <<Ma come, se per tutta la notte le carrozze non hanno mai smesso di rintronare sul pavimento del cortile, sotto la mia finestra!>>.

A quelle parole il proprietario della casa impallidì, altrettanto fece la sua signora, e Charles Macdoodle di Macdoodle fece cenno a Lady Mary di non aggiungere altro, e tutti restarono in silenzio. Dopo colazione, Charles Macdoodle informò Lady Mary che nella tradizione di quella famiglia, lo strepitio delle carrozze nel cortile era un presagio di morte. E così fu, poiché due mesi più tardi la gentildonna della villa spirò. E Lady Mary, che era damigella d’onore a Corte, narrava spesso questa storia alla vecchia regina Carlotta; e ogni volta il vecchio re diceva: <<Eh, eh? Che, che? Fantasmi, fantasmi? No, queste cose no, queste cose no!>>. E non smetteva di ripetere le stesse parole fino al momento di andare a dormire.

Eccoci giunti quindi alla fine della seconda parte del racconto di Natale “Intorno al Fuoco” di Charles Dickens. Continueremo a proporlo anche nel prossimo articolo!

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