GLI SGUARDI di Tommaso Landolfi 22 dicembre

E siamo al 22 dicembre, pochi giorni dal natale in questo racconto di Natale.

 

22 dicembre (lei)

 Il mare s’era animato di mille colori; poi è ridiventato grigio; questa mattina era di nuovo splendente. Non lui, lui non ci ha nulla a che vedere: il mio mare di dentro. Che ribolle, che sta per rompere in tempesta, che chiede una vittima, mille vittime se necessario, che fracassa questa mediocre barca della mia vita.

Non mi importa di tutto il resto.

 

 22 dicembre (lui)

 Ho preso il caffè; ho dato diecimila lire per pagarlo. Si è ritirata nella stanza sul dietro; poi è tornata fuori, ha tratto dalla cassa il resto, nove fogli da mille spiegazzati più gli spiccioli, e me l’ha consegnato. E allora, ordinando quelle cartacce per intascarle, mi sono avveduto che tra esse era un foglio bianco piegato in quattro. Lì per lì son rimasto (stupidamente) sorpreso ed ho alzato gli occhi; ma lei teneva bassi i suoi. Finalmente, ho capito, o per dir meglio ho semplicemente sentito che dovevo far mostra di nulla.

Il foglio bianco è un suo biglietto senza firma e senza intestazione, in una scrittura ancora infantile. Eccolo:

- Mi ha oltraggiata, quel giorno che ci incontrammo in città. Ma ho saputo perdonarla: soffriva forse (perché? perché non me lo dice? potrei chissà fare qualcosa per lei, se mi crede degna della sua confidenza e di provarmici).

  • Ma ora non so se potrò ancora perdonarla. Mi ha raccontato, senza che io le chiedessi nulla, che ha due figli piccini, che ama sua moglie: perché? Che significa, o che cosa crede di me?

  • Miscusi se mi contraddico, e se le scrivo; e non pensi troppo male.

  • Dica: crede davvero che io voglia qualche cosa da lei?

  • Ma lei, che cosa vuole da me?

Lettera singolare, adorabile. Cara R.! Che cosa voglio? tutto. O, hai ragione, niente.

Devo parlarle, è urgente che le parli. Ma come fare a fissarle un convegno, se poi è disposta ad accertarlo? Consegnare un biglietto a mia volta, è troppo rischioso; dirglielo a voce, non avrei il coraggio. Basta, vedremo domani. 

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