Offerta regali di natale

Apr 16

Questa poesia non è dedicata espressamente al Natale, eppure può rappresentarlo molto bene nei valori e i contenutiche esprime.

Dare, donare, fare, aiutare, / sono parole sempre più rare, / sono parole che fan bene al cuore, / sono parole che parlan d’amore. // Se tu puoi dare ad un bambino / anche soltanto un cioccolatino, / se puoi donare con un sorriso / anche una ciotola di riso. // Se tu sai fare senza fatica / un piacerone ad una tua amica, / se sai aiutare una bambina / e disegnare una mattina, / ti sentirai molto felice / a avrai un mondo di amici.

Un mondo grande, grande davvero, / dove nessuno sarà più solo, / dove parole che parlan d’amore / usciran fuori da ogni cuore, / e dare, fare, donare, aiutare / non saran più parole rare.

Pare proprio che questa poesia esprima davvero i migliori valori del Natale.

Gen 23

Vi proponiamo l’ennesima ricetta per Nataleb o per il Cenone di Capodanno.

Ingredienti per 8 persone:

300gr di farina bianca - 300gr di zucchero - 8 uova - 1 bicchiere di Marsala

20gr di burro - la scorza grattugiata di un limone - olio per friggere

Versate la farina sulla spianatoia, fate la fontana e rompetevi al centro cinque uova intere e tre tuorli, conservando gli albumi. Unite il burro ammorbidito a pezzettini e impastate facendo assorbire il tutto dalla farina. Lavorate bene la pasta incorporando il Marsala goccia a goccia. Quando la pasta sarà diventata omogenea e soffice, ricavate dei lunghi bastoncini grossi quanto un dito e, con un coltello, tagliate dei pezzettini di due centimetri.

Scaldate l’olio in una padella e, quando sarà bollente, mettetevi i pezzettini di pasta e fateli dorare. Scolateli e poneteli prima su un foglio di carta assorbente e poi su un piatto di portata.

Mettete sul fuoco, in una piccola casseruola, metà dello zucchero e mescolatelo energicamente, sempre nello stesso senso, finchè diventerà color caramello. Allora versatelo sulla pasta fritta e, con un cucchiaio di legno, cercate di unire tutti i pezzetti in modo da formare come una montagnola.

Ponete sul fuoco il rimanente zucchero e fatelo colorire. Battete a neve ferma i tre albumi rimasti grattugiandovi sopra la scorza del limone. Versatevi sopra lo zucchero caramellato mescolando energicamente affinchè gli albumi non si rapprendano. Versate a poco a poco il composto sulla pignolata e servite immediatamente.

Gen 22

Poesia natalizia della Sardegna

Celeste tesoro d’eterna allegria / Dormi vida e coro riposa e ninnìa

Su pizzineddu nen porta manteddu / Ne mancu curittu in die de vrittu

No n’arìa tittìa / Dormi vida e coro riposa e ninnìa

La Natività

Giuseppe diciosu agiuda a ninniare / Ca benin pro adorare su re poderosu

Gosaas de suggosu chi Deus non invìa / Dormi vida e coro riposa e ninnìa

So re d’oriente cun grande decoro / Incensu mirra e oro a Gesù li donesi

Evviva Maria e Maria viva

Su riu Giordano Giuanne Battista / Cun sa sua manu a Gesù battizesi

Evviva Maria e Maria viva

Gen 21

Una poesia di Natale dell’infanzia di questa simpatica signora:

Bambinello mio grazioso / t’ho portato un panierino,

compatisci se è piccino / ma gradiscilo com’è.

Vi son dentro ciambellette, / vi son mandorle tuorlate,

confettini e pinoccati, / due canditi e un torroncin.

Ma non sei contento ancora, / lo capisco, il cuor Tu vuoi,

prendilo pure mio dolce Amore / che in eterno Tuo sarà.

Gen 20

Una dolce ninna nanna calabrese per i vostri bimbi da cantare nel periodo di Natale:

Un angioletto per vegliare sui vostri bimbi

O sonnu sonnu veni, / veni a cavallu e non veniri a pedi,

o sonnu veni e pigghiatillu, / dumani a mezzujurnu portamillu,

Gesudduzzu miu voli dormiri, / voli dormiri, voli ripusari.

Mammata ti fici unu lettu di menta, / Gesudduzzu dormi e t’addormenta.

Mammata ti fici unu lettu di sciuri, / Dormi Gesù beddizza d’istu cori.

Gen 19

Poesie che raccontava la nonna Beppina, nata a Cavalle nel 1890 e morta a 85 anni:

Le consigliamo a tutti coloro che hanno fatto qualche sciocchezza:

Natale è festa di gioia e di pace, / ogni rancore si spegne o si tace,

tutto si scorda, tutto si oblia, / dev’esser giorno solo d’allegria.

Dunque scordatevi, o miei diletti, / le mie mancanze e i miei difetti.

Se io promettessi di essere buono, / mi neghereste forse il perdono?

Tace la mamma, tu, babbo, taci, / son dunque assolto, che io vi baci!

M’han detto d’esser buono e ubbidiente / Come Gesù quand’era piccolino,

mi ci son provato ma inutilmente, / credetemi, son troppo birichino.

Per Natale mi voglio convertire, / dispetti e bizze non li farò più,

e sarete costretti a convenire / che un pochino somiglio al buon Gesù.

Gen 18

Un canto sardo che si cantava del giorno dell’Epifania.

A zent’annni li padroni
si zi daghedi cantà
un pattu voglui fà
non ghi vogliu iscì in gherra
noi andemu terra terra
che li cristiani vibi
tanti inoghi e tanti ichibi
faba non li vurremmu
tutti li dinà chi femmu
li punimmu a occi e sari
carica di don saori
dedizinni in cantiadi
un piattu a li leccai
a lì chi pononi fattu
e a noi un buon piattu
di chissa cariga buona
a zent’anni la padrona.

Traduzione:

A cent’anni signori
se ci lasciate cantare
vi propongono un accordo
non voglio che si litighi,
noi viviamo alla giornata
come vive ogni cristiano
uno qua e uno là
fave non ne accettiamo
i denari che raccogliamo
li facciamo circolare
fichi secchi saporiti
daccene in quantità
un piatto ai lacchè
a quelli del seguito
ma a noi un buon piatto
di quelli scelti squisiti
a cent’anni signora.

Gen 17

Ecco Natale, è Natale
e gli angioletti cantano Osanna
e il Bambino fa la nanna
tra le braccia della mamma.
Ninna nanna ninna nanna

Ecco pastori e pastorelle
tra capre, cani e pecorelle.
Hanno lasciato i paesi lontani
e portano uova, formaggi e dei pani.
Ninna nanna ninna nanna

Ecco i Re Magi che vien da lontano,
ecco arrivare sui loro cammelli
e portan mille regali più belli
fatti di mirra, ori ed incensi.
Ninna nanna ninna nanna

Gen 14

Una simpatica ninna nanna di Natale.

Fate la nanna coscine di pollo

la vostra mamma v’ha fatto un gonnello,

e ve l’ha fatto con lo smerlo in tondo,

fate la nanna coscine di pollo.

Ninna nanna ninna nanna

il bambino è della mamma,

della mamma e di Gesù:

il bambino non piange più.

Dic 13

Si avvicina sempre più il Natale e perciò abbiam pensato di inserire qualche altra poesia natalizia.

Canta dentro la capanna

maria, figlia di Sant’Anna,

e guardando il suo bel sole

dice a lui queste parole:

- Dormi, dormi, cuor di mamma,

fai la ninna, fai la nanna!

Dormi, chiudi i lumi santi,

quelle stelle fiammeggianti.

natività

Dormi, cuore della mamma,

fai la ninna, fai la nanna!

Vedi, viene dall’Oriente

un corteo tutto splendente:

due re bianchi ed un re moro

e con doni tutti d’oro.

bacia, bacia la tua mamma,

non più ninna, non più nanna!

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