Offerta regali di natale

Feb 11

Abbiamo pensato di farci raccontare degli aneddoti riguardanti il Natale dei nostri visitatori, in modo da conoscere un po’ meglio cosa significa per ognuno di noi…

Per questo motivo vi invitiamo a raccontarci le vostre esperienze più belle e significativi che vi siano capitate nel periodo del Natale. Cercheremo di pubblicarvi tutti…

Dic 20

Una nuova leggenda di Natale che vede protagonisti gli animali…

presepio

Un Angelo scese tra gli animali e disse:

- C’è un povero bambino, nato in una grotta. ha tanto freddo. Chi vuole andare a riscaldarlo?

- Io sono il re degli animali - disse il leone - non mi scomodo per un povero bambino!

- Io sono un animale nobile - disse il cavallo - non mi degno di entrare in una grotta.

- La mia pelliccia è troppo bella! - esclamò la volpe. - Non la voglio sciupare…

- Le mie penne sono troppo delicate - affermò il pavone.

- Vado io! - disse il bue.

L’Angelo gli insegnò la via del Presepio. Dentro la grotta, il bue trovò l’asino di San Giuseppe.

- Come faremo a riscaldare questo povero bambino? pensarono.

- Lo riscalderemo con il nostro fiato - dissero, e si avvicinarono alla mangiatoia.

Il Bambino Gesù alzò una manina e accarezzò il muso dei due buoni animali.

Dic 7

Il nome Befana deriva da Epiphània che diventa dapprima pifania, poi Bifania e infine Befana, tentativo evidente di cristianizzare il misterioso e inquietante personaggio trasformandolo nella personificazione femminile del Natale.

Ma perchè scegliere una vecchia a rappresentare una festa che celebra la nascita del Bambino? E perchè mai in alcune feste popolari dell’Epifania si usa segare o bruciare la befana?

Befana

Ci sono molte ipotesi, ma una delle più accreditate interpreta la Befana come la sopravvivenza di una figura arcaica, simbolo di Madre Natura che, giunta alla fine dell’anno invecchiata e rinsecchita, è degna soltanto di essere segata o bruciata. Segata offre una cascatella di dolciumi e regalini, che altro non sono se non i semi grazie ai quali risorgerà a primavera come Madre Natura giovinetta. Bruciata offre carbone che, simbolicamente è l’energia latente nella terra, pronta a rivivere col nuovo sole.

Dic 3

E’ la notte di Natale del 1228 ed è quasi mezzanotte. In un paesino della vallata di Rieti, Greccio, un pastore esce dalla sua umile casa con la sua famiglia. Vogliono vedere l’accendersi dei fuochi nella vallata, come era usanza in quelle campagne per annunciare la nascita di Gesù. Ma invece di fuochi vedono tante fiammelle in movimento: è una processione di uomini, donne e bambini che, con le torce accese per illuminare la notte, si recano al convento dove vivono i frati.

Nel convento tutti si fermano e cantano: in una stalla c’è il Bambino Gesù, nella mangiatoia, e accanto a lui ci sono Maria e Giuseppe.

2002-12-17_Muggio_presepe_vivente

E’ il primo presepio vivente. Lo ha voluto un frate, vestito con un umile saio e con i piedi scalzi, San Francesco d’Assisi.

Dic 3

Vi sono, in Italia, due usanze che sembrano collegarsi a tradizioni precristiane. Prima che si affermasse la consuetudine dei regali di Natale ai bimbi, ai quali si raccontava che li aveva portati Gesù nella notte, erano i Re Magi ad avere questa funzione nel giorno dell’Epifania, in ricordo dei tre doni offerti al Bambino per eccellenza.

La Befana

Ancora oggi, in Spagna, il 6 gennaio è il giorno dei regali che vengono portati dai Reyes Magos. In Italia, invece, si è avuto uno sdoppiamento: Gesù Bambino è diventato il dispensatore dei regali importanti, mentre una figura anomala e non inquadrabile nella religione cristiana, la befana, porta regalucci o addirittura carbone se il bambino non si è comportato bene nell’anno appena trascorso. La Befana è rappresentata da una vecchia brutta che vola su una scopa: una vecchia benefica e tutto sommato simpatica che scende di notte per la cappa del camino e lascia nelle calze dei bambini doni, dolci e talvolta carbone.

Dic 1

Parliamo stavolta di San Silvestro, papa dal 314 al 335.

Il pontificato di Silvestro fu lungo e molto importante nella storia della Chiesa, perchè seguì immediatamente l’editto di Milano con il quale l’Impero accettava la religione cristiana.

San Silvestro

Secondo alcune fonti, San Silvestro avrebbe battezzato l’imperatore Costantino, chiudendo così simbolicamente l’era pagana e aprendo quella cristiana. Per questo motivo verrebbe festeggiato, con la funzione di un Giano cristiano, l’ultimo giorno dell’anno.

Nov 22

Oggi la giornata di Capodanno è dedicata al riposo dopo la notte di san Silvestro, nè ci si scambiano regali perchè l’usanza è stata spostata al Natale. Ci si limita a mangiare lenticchie a pranzo, se non lo si è fatto a mezzanotte, perchè si dice che propizino la prosperità economica nell’anno che comincia.

Ma forse non si ricorda o non si sa che una volta gli Ebrei ne mangiavano quando erano in lutto, in ricordo di Esaù che per un piatto di qesti legumi aveva perso ciò che aveva di più prezioso: la primogenitura.

Nov 22

In una stanza c’era un abete bellissimo, addobbato per il Natale, ornato con tante candeline accese e con palline colorate. Il gattino e il cagnolino di casa lo guardavano ammirati, e anche i topolini misero il capino fuori dai loro buchetti per curiosare.

Durante la notte vollero vedere l’abete di Natale anche alcuni ragnetti, e per vedere proprio tutto, passarono da una pallina all’altra, da una candelina all’altra.

La mattina dopo, appena i bambini si alzarono, corsero a guardare l’albero. Oh, meraviglia! Oltre alle palline alle candeline aveva tanti fili d’argento: erano i fili lasciati dai ragni curiosi.

Da quella volta, si rami degli alberi di Natale si posano tanti bei fili luccicanti che sembrano d’argento.

Nov 21

Era la notte di Natale e la stalla in cui si erano rifugiati Maria e Giuseppe era fredda e buia. Maria tremava e Gesù stava per nascere. Giuseppe andò a crecare un po’ di fuoco, ma tutte le case erano buie e nessuno apriva, quando Giuseppe bussava. Avvilito e sconsolato, riprese la via della stalla.

Mentre camminva, passò per la strada un carrettiere, a cui Giuseppe fece cenno di fermarsi e il carettiere, fermatosi, gli chiese: <<Che cosa volete, buon uomo?>>

Giuseppe rispse: <<Vorrei un po’ di fuoco; mia moglie ha tanto freddo e sta per nascere mio figlio… Vi prego, datemi un po’ di fuoco!>>

Il carretiere scese dal carro, prese la lanterna che pendeva da una stanga del carretto e la diede a Giuseppe, dicendo: <<prendete questa lanterna e accendete il vostro fuoco. Poi riportatela a questo angolo di strada: farà lume a tutti quelli che passeranno di qui>>.

Giuseppe ringraziò il carrettiere e ritornò da Maria. Da quella lontana notte di Natale, su tutti gli angoli delle strade dove c’è un’immagine della Madonna con il Bambino, c’è sempre un lume acceso.

Nov 21

A Giano era dunque dedicato il mese che aveva sostituito marzo com inizio dell’anno. A lui il sacerdote offriva farro mescolato a sale e una focaccia di cacio grattugiato, farina, uova e olio cotti al forno, forse per propiziare l’influenza benefica del dio sulla natura e sui frutti raccolti.

Quel giorno di Capodanno i Romani usavano invitare a pranzo gli amici e scambiarsi in un candido vaso miele con datteri e fichi rugosi accompagnati da ramoscelli di alloro come augurio di fortuna e felicità.

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