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	<title>Regali di Natale</title>
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	<description>Blog guida sul natale, i regali di natale,  i riti natalizi, e le tradizioni di natale</description>
	<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 14:23:36 +0000</pubDate>
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		<title>Intorno al Fuoco di Charles Dickens - parte terza</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 14:23:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Storie sul Natale]]></category>

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		<description><![CDATA[Prosegue la presentazione di questo singolare racconto di Natale intitolato &#8220;Intorno al Fuoco&#8221; del celebre scrittore inglese Charles Dickens. Continuano gli esempi di storie di fantasmi, e stavolta vi si vedono coinvolti conoscenti e parenti dell&#8217;autore.
Accadde anche che l&#8217;amico di un tale, uno che i più di noi conoscono, quand&#8217;era giovane si fece un amico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue la presentazione di questo singolare <strong>racconto di Natale</strong> intitolato &#8220;Intorno al Fuoco&#8221; del celebre scrittore inglese Charles Dickens. Continuano gli esempi di storie di fantasmi, e stavolta vi si vedono coinvolti conoscenti e parenti dell&#8217;autore.</p>
<p>Accadde anche che l&#8217;amico di un tale, uno che i più di noi conoscono, quand&#8217;era giovane si fece un amico speciale all&#8217;università, con il quale strinse il patto che, se allo spirito fosse concesso di tornare sulla Terra dopo la separazione dal corpo, quello che dei due fosse morto prima sarebbe dovuto riapparire all&#8217;altro. Col passare del tempo, il nostro amico dimenticò il patto; i due giovani, infatti, avevano continuato la loro vita prendendo strade assai differenti l&#8217;una dall&#8217;altra. Ma una notte, parecchi anni dopo, al nostro amico che allora si trovava nel nord dell&#8217;Inghilterra e per la notte aveva preso alloggio in una locanda nelle brughiere dello Yorkshire, accadde di guardare poco più in là del letto; e lì, al chiarore della luna, appoggiato a uno scrittoio vicino alla finestra, con lo sguardo fisso su di lui, vide il suo vecchio compagno d&#8217;università!</p>
<p>Rivolgendosi a lui in modo grave, l&#8217;apparizione disse in una specie di sussurro, ma ben percettibile: &lt;&lt;Non ti avvicinare. Io sono morto. Sono qui per onorare la mia promessa. Provengo da un altro mondo, ma non posso svelarne i segreti!&gt;&gt;. Poi la sagoma impallidì, si sciolse, per così dire, nel chiarore della luna, e svanì.</p>
<p>Si narra poi della figlia del primo inquilino della pittoresca casa elisabettiana, tanto famosa dalle nostre parti. Avete mai sentito parlare di lei? No? Diamine: costei, una splendida fanciulla di appena diciassette anni, uscì di casa una sera d&#8217;estate, al crepuscolo, per cogliere fiori in giardino, poco dopo rientrò correndo nell&#8217;ingresso, terrorizzata, e disse al padre: &lt;&lt;Oh, caro padre, ho incontrato me stessa!&gt;&gt;. Egli la prese in braccio e le disse che era solo una fantasia; ma lei continuò: &lt;&lt;Oh, no! Ho incontrato me stessa nel viale,; ero pallida e coglievo fiori appassiti, ho voltato la testa e li ho raccolti!&gt;&gt;. Quella notte ella morì; il quadro che aveva iniziato per illustrare la sua storia non fu mai terminato, e ancora oggi, dicono, si trova in qualche parte della casa, rivolto verso il muro.</p>
<p>Bene,anche per oggi abbiamo terminato, ma vi attendiamo per la prossima parte di questo <strong>racconto di Natale</strong>.</p>
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		<title>Regalate la musica di Natale cantata da Bocelli</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 23:06:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Canzoni di natale]]></category>

		<category><![CDATA[Regali di natale]]></category>

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		<description><![CDATA[Andrea Bocelli ha recentemente pubblicato un disco intitolato &#8220;My Christmas&#8221; (il mio Natale), nel quale ha raccolto le canzoni tipiche del periodo Natalizio, rivisitandone alcune  - molto graziosa la versione di &#8220;Gingle Bell&#8221; cantata insieme ai Muppets - donando loro nuova linfa e un&#8217;impronta inconfondibile, data dalla sua splendida voce.

Secondo noi questo potrebbe essere un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Andrea Bocelli ha recentemente pubblicato un disco intitolato &#8220;My Christmas&#8221; (il mio <strong>Natale</strong>), nel quale ha raccolto le canzoni tipiche del <strong>periodo </strong><strong>Natalizio</strong>, rivisitandone alcune  - molto graziosa la versione di &#8220;Gingle Bell&#8221; cantata insieme ai Muppets - donando loro nuova linfa e un&#8217;impronta inconfondibile, data dalla sua splendida voce.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://ecx.images-amazon.com/images/I/51Dp9OsLT5L._SL500_AA240_.jpg" alt="My Christmas" /></p>
<p>Secondo noi questo potrebbe essere un bellissimo <strong><a title="Andre Bocelli canta il Natale" href="http://www.iRegalidiNatale.net">regalo di Natale</a></strong> per tutta la famiglia, che lo troverà decisamente&#8230;. <strong>natalizio</strong>. Ci sentiamo di suggerirvelo senza riserve, ne vale davvero la pena.</p>
<p>Il prezzo è molto abbordabile, e su Internet lo si può trovare a meno di 12 euro.</p>
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		<title>Intorno al Fuoco - Parte Seconda</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 14:37:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Storie sul Natale]]></category>

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		<description><![CDATA[Proseguiamo col racconto di Natale intitolato &#8220;Intorno al Fuoco&#8221; di Charles Dickens, e vediamo quali altre stranezze accadono nel periodo di Natale.
Non scompariranno mai le vecchie case con le gallerie che risuonano di echi, le camere da letto d&#8217;onore, le ali infestate di fantasmi, chiuse da tanti anni, nelle quali ci permettevamo di scorrazzare, con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Proseguiamo col <strong>racconto di Natale</strong> intitolato &#8220;Intorno al Fuoco&#8221; di Charles Dickens, e vediamo quali altre stranezze accadono nel periodo di <strong>Natale</strong>.</p>
<p>Non scompariranno mai le vecchie case con le gallerie che risuonano di echi, le camere da letto d&#8217;onore, le ali infestate di fantasmi, chiuse da tanti anni, nelle quali ci permettevamo di scorrazzare, con i brividi che piacevolmente ci salivano lungo la schiena, e di incontrare tutti i fantasmi che volevamo; i quali però (conviene precisarlo, forse) si riducevano a pochissimi tipi o specie fondamentali: poiché i fantasmi sono poco originali e &lt;&lt;passeggiano&gt;&gt; per sentieri battuti.</p>
<p>Avviene così che in una certa stanza di una certa dimora di campagna, dove un certo Lord, Baronetto, Cavaliere o Gentiluomo scellerato si è ucciso sparandosi un colpo di pistola, il sangue si rifiuti di sparire da certe assi dell&#8217;impiantino. Puoi pure raschiare e raschiare, come l&#8217;attuale proprietario ha fatto, o piallare e piallare come fece il nonno, o scrostare e scrostare con potenti acidi corrosivi, come fece il bisnonno, ma il sangue sarà sempre lì: né più rosso né più scolorito, né di più né di meno, sempre e solo lo stesso.</p>
<p>Accade così che in una talaltra casa ci sia una porta stregata che non resterà mai aperta, o un&#8217;altra che non resterà mai chiusa, e il suono stregato di un arcolaio, o di un martello, o un rumore di passi o un urlo, o un sospiro, o uno scalpitio di cavalli, o uno strepito di catene. Diversamente c&#8217;è un orologio sulla torre che a mezzanotte batte tredici rintocchi quando il capofamiglia è in punto di morte, o una carrozza nera, fosca e immota, che in quei momenti qualcuno vede sempre in sosta vicino ai grandi cancelli delle scuderie.</p>
<p>E accade così che lady Mary andò in visita in una casa vasta e isolata nelle Highlands scozzesi, e che, stanca per il lungo viaggio, si ritirò presto nella sua stanza, e la mattina successiva disse candidamente al tavolo della colazione: &lt;&lt;Che bizzarria dare una festa così tardi, la scorsa notte, in un posto così fuori mano, e non avermelo detto prima che andassi a letto!&gt;&gt;. Al che domandarono tutti a Lady Mary cosa intendeva dire. Lady Mary allora rispose: &lt;&lt;Ma come, se per tutta la notte le carrozze non hanno mai smesso di rintronare sul pavimento del cortile, sotto la mia finestra!&gt;&gt;.</p>
<p>A quelle parole il proprietario della casa impallidì, altrettanto fece la sua signora, e Charles Macdoodle di Macdoodle fece cenno a Lady Mary di non aggiungere altro, e tutti restarono in silenzio. Dopo colazione, Charles Macdoodle informò Lady Mary che nella tradizione di quella famiglia, lo strepitio delle carrozze nel cortile era un presagio di morte. E così fu, poiché due mesi più tardi la gentildonna della villa spirò. E Lady Mary, che era damigella d&#8217;onore a Corte, narrava spesso questa storia alla vecchia regina Carlotta; e ogni volta il vecchio re diceva: &lt;&lt;Eh, eh? Che, che? Fantasmi, fantasmi? No, queste cose no, queste cose no!&gt;&gt;. E non smetteva di ripetere le stesse parole fino al momento di andare a dormire.</p>
<p>Eccoci giunti quindi alla fine della seconda parte del <strong>racconto di Natale</strong> &#8220;Intorno al Fuoco&#8221; di Charles Dickens. Continueremo a proporlo anche nel prossimo articolo!</p>
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		<title>Racconto di Natale - Intorno al Fuoco, Parte Prima</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 23:16:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Storie sul Natale]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sarà sempre odore di caldarroste e di altri buoni generi di conforto, visto che raccontiamo storie d&#8217;inverno - o per meglio dire, storie di fantasmi - intorno al fuoco di Natale. E una volta lì, non ci siamo mossi se non per accostarci ancora di più alla fiamma. Questo però non conta. Giungiamo alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sarà sempre odore di caldarroste e di altri buoni generi di conforto, visto che raccontiamo storie d&#8217;inverno - o per meglio dire, storie di fantasmi - intorno al fuoco di <strong>Natale</strong>. E una volta lì, non ci siamo mossi se non per accostarci ancora di più alla fiamma. Questo però non conta. Giungiamo alla casa, una vecchia casa con una quantità enorme di camini, dove la legna nel focolare arde su antichi alari, e ritratti sinistri (alcuni, anche, con leggende sinistre) aggrottano le sopracciglia con aria diffidente dall&#8217;alto dei pannelli in noce delle pareti.          Chi vi parla è un nobiluomo di mezza età. Gustiamo una generosa cena con il padrone, la padrona di casa e i loro ospiti - è <strong>Natale</strong>, e la vecchia casa è piena di gente - poi andiamo a coricarci. La nostra stanza è vecchissima. Le pareti sono tappezzate di arazzi.</p>
<p>Quel ritratto di Cavaliere verde, sopra il caminetto, non ci piace. Ci sono grosse travi nere sul soffitto, e una grossa lettiera nera, sostenuta alla base da due grosse figure nere che sembrano essersi staccate da due tombe della vecchia chiesa baronale del parco, proprio in nostro onore. Ma non siamo superstiziosi, dunque non ci facciamo caso. Così, congediamo il nostro cameriere, chiudiamo a chiave la porta e ci sediamo dinanzi al fuoco, meditando su un&#8217;infinità di cose.</p>
<p>Alla fine ci corichiamo. Senonché, non riusciamo a prendere sonno. Ci giriamo da una parte, ci rivoltiamo dall&#8217;altra, e non riusciamo a prendere sonno. I tizzoni del focolare ardono allegramente e danno alla stanza un&#8217;aria spettrale. Non possiamo trattenerci dal far capolino da sopra il copriletto per sbirciare le due figure nere e il Cavaliere verde: che aspetto malvagio ha! Nel balenio della luce, sembra avanzare e indietreggiare: la qual cosa, sebbene non siamo nobiluomini superstiziosi, non è piacevole.</p>
<p>Al che, diventiamo nervosi, sempre più nervosi. Diciamo: &lt;&lt;E&#8217; sciocco, ma non riusciamo proprio a sopportarlo; ci fingeremo indisposti, e busseremo alla porta di qualcuno&gt;&gt;. Ebbene, siamo lì lì per farlo, quand&#8217;ecco che la porta chiusa a chiave si spalanca, ed entra una giovane donna, dal pallore mortale e dai lunghi capelli biondi, che scivola silenziosamente accanto al fuoco, e si siede sulla seggiola che avevamo lasciato lì, fregandosi le mani. Notiamo allora che i suoi abiti sono bagnati.</p>
<p>Abbiamo la lingua appiccicata al palato e non riusciamo a parlare, ma la osserviamo con attenzione. Gli abiti bagnati e i lunghi capelli sono intrisi di fango umido; è vestita alla moda di duecento anni fa, e dalla cintola le pende un mazzo di chiavi arrugginite, ma nessuna si rivela adatta; quindi fissa gli occhi sul ritratto del Cavaliere verde e, con voce cupa e terribile, dice: &lt;&lt;I cervi sanno bene chi è!&gt;&gt;. Quindi torna a fregarsi le mani, passa accanto al letto, esce dalla porta. Ci infiliamo in fretta e furia la veste da camera, afferriamo le pistole (in viaggio le portiamo sempre con noi), e ci apprestiamo a seguirla, quando scopriamo che la porta è chiusa a chiave. Giriamo la chiave e guardiamo fuori nell&#8217;oscurità della galleria; di là, nessuno. Vaghiamo alla ricerca del nostro cameriere. Non riusciamo a trovarlo.</p>
<p>Camminiamo su e giù per la galleria fino allo spuntare del giorno; torniamo poi nella stanza deserta, ci addormentiamo e siamo risvegliati dal nostro cameriere (mai che un fantasma perseguiti lui!) e dal sole splendente. Ebbene, facciamo una grande colazione, e tutti gli ospiti notano che abbiamo una brutta cera. Dopo la colazione visitiamo la casa in compagnia del nostro ospite, e lo conduciamo quindi dinanzi al ritratto del Cavaliere verde.; e allora tutta la storia viene fuori. Costui aveva tratto in inganno una giovane governante, un tempo al servizio di quella famiglia e famosa per la sua bellezza, e lei si era gettata in uno stagno; il suo corpo era stato scoperto molto tempo dopo, poiché i cervi si erano rifiutati di bere l&#8217;acqua.</p>
<p>Da allora si è mormorato che, a mezzanotte, lei si aggirasse per la casa (recandosi però di preferenza nella stanza in cui il Cavaliere verde era solito coricarsi) e che provasse con le sue chiavi arrugginite le vecchie serrature. Ebbene, raccontiamo al nostro ospite quanto abbiamo visto; un&#8217;ombra gli scende sul volto, ed egli ci supplica di mettere tutto a tacere; così è. Ma è la pura verità; e prima di morire (siamo ormai morti), l&#8217;abbiamo riferito a molte persone di nostra fiducia.</p>
<p>Continueremo questo sinistro <strong>racconto di Natale</strong> nel prossimo appuntamento con la serie di <strong>storie sul Natale</strong>.</p>
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		<title>Recensione di Intorno al Fuoco di Charles Dickens</title>
		<link>http://www.iregalidinatale.net/regali-di-natale/recensione-di-intorno-al-fuoco-di-charles-dickens/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 23:04:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Storie sul Natale]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi presentiamo col presente articolo, un altro racconto di Natale fuori dal comune, ovvero &#8220;Intorno al Fuoco&#8221; di Charles Dickens.
Esso sembra apparentemente estraneo alla festività del Natale in quanto evento dello spirito; in questo racconto di Natale, dopo una lauta cena al calore della fiamma, ci ritroviamo fra i fantasmi che si aggirano nottetempo in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi presentiamo col presente articolo, un altro <strong>racconto di Natale</strong> fuori dal comune, ovvero &#8220;Intorno al Fuoco&#8221; di Charles Dickens.</p>
<p>Esso sembra apparentemente estraneo alla <strong>festività</strong> del <strong>Natale</strong> in quanto evento dello spirito; in questo <strong>racconto di Natale</strong>, dopo una lauta cena al calore della fiamma, ci ritroviamo fra i fantasmi che si aggirano nottetempo in quell&#8217;antica dimora gentilizia. Ma una di queste labili figure è &#8220;l&#8217;Orfanello&#8221; che - così come <strong>Gesù bambino</strong> a Betlemme - è in cerca di qualcuno che lo accolga e soltanto i fanciulli - i puri di cuore del Vangelo - riescono a vederlo.</p>
<p>Al prossimo articolo, dove proporremo la prima parte di questo inusuale <strong>racconto di Natale</strong>.</p>
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		<title>Parte finale di Notte di Natale di Guy de Maupassant</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 16:59:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Poesie sul natale]]></category>

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		<description><![CDATA[Eccoci giunti al termine del racconto di Natale intitolato &#8220;Notte di Natale&#8220;, del celebre scrittore francese Guy de Maupassant, nel quale un evento atmosferico eccezionale preannuncia un evento soprannaturale, come la possessione demoniaca di una donna della Normandia. In questa ultima parte, vedremo come si è risolta la situazione.
&#8220;Il vecchio prete mormorò: &#8220;Voi non siete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccoci giunti al termine del <strong>racconto di Natale</strong> intitolato &#8220;<strong>Notte di Natale</strong>&#8220;, del celebre scrittore francese Guy de Maupassant, nel quale un evento atmosferico eccezionale preannuncia un evento soprannaturale, come la possessione demoniaca di una donna della Normandia. In questa ultima parte, vedremo come si è risolta la situazione.</p>
<p>&#8220;Il vecchio prete mormorò: &#8220;Voi non siete credente, dottore, ma mi aiuterete lo stesso, non è vero? Vi incaricate voi di condurvela?&#8221; Gli promisi il mio aiuto. Venne la sera, e poi la notte; e la campana della chiesa cominciò a suonare, gettando la sua voce lamentosa attraverso lo spazio cupo, sulla distesa gelata e bianca delle nevi. Esseri neri se ne venivano lentamente a gruppi, docili al grido di bronzo del campanile. La luna piena illuminava in un chiarore vivo e livido tutto l&#8217;orizzonte, rendendo più visibile la pallida desolazione dei campi.</p>
<p>Avevo con me quattro uomini robusti e mi recai alla fucina. L&#8217;indemoniata continuava ad urlare, legata al suo giaciglio. La vestimmo dolcemente malgrado la sua accanita resistenza e la portammo via. La chiesa, illuminata e fredda, era ormai piena di gente; i cantori avevano cominciato il loro canto monotono; l&#8217;organo ronfava, la campanella del chierichetto tintinnava, regolando i movimenti dei fedeli. Rinchiusi la donna e i suoi guardiani nella cucina della canonica e attesi il momento che ritenevo adatto.</p>
<p>Scelsi l&#8217;istante che segue la comunione. Tutti i contadini, uomini e donne, avevano ricevuto il loro Dio per piegare il suo rigore. Un gran silenzio incombeva mentre il sacerdote terminava il mistero divino. Ad un mio ordine, venne aperta la porta e i miei quattro aiutanti introdussero l&#8217;indemoniata. Appena la donna scorse le luci, la folla inginocchiata, l&#8217;altare in fiamme e il tabernacolo dorato, cominciò a dibattersi con tale violenza che per poco non ci sfuggì, e lanciò grida così acute che un brivido di spavento percorse la chiesa; tutte le teste si alzarono; alcuni fuggirono.</p>
<p>Non sembrava più una donna, contratta e contorta tra le nostre mani, con il volto deformato, e gli occhi da pazza. La trascinammo fino agli scalini dell&#8217;altare e la tenemmo a viva forza accovacciata a terra. Il prete si era alzato; la aspettava. Quando la vide ferma, prese in mano l&#8217;ostensorio coronato di raggi d&#8217;oro, con l&#8217;ostia bianca nel mezzo e, avanzando di qualche passo, lo innalzò con le braccia tese al di sopra del capo, presentandolo allo sguardo spaurito dell&#8217;indemoniata.</p>
<p>Costei continuava ad urlare, con gli occhi fissi, tesi verso quell&#8217;oggetto raggiante. E il prete restava talmente immobile che lo si sarebbe scambiato per una statua. La scena durò a lungo, molto a lungo. La donna pareva impaurita, affascinata; contemplava fissamente l&#8217;ostensorio, scossa ancora da tremiti terribili ma radi, continuando a urlare ma con voce meno straziante. E stettero così ancora molto tempo. Si sarebbe detto che ella non potesse più abbassare gli occhi, che le si fossero inchiodati sull&#8217;ostia; gemeva soltanto, ora, e il suo corpo irrigidito si afflosciava, cedeva.</p>
<p>La folla era prosternata con la fronte a terra. Ora l&#8217;indemoniata abbassava e sollevava rapidamente le palpebre, come impotente a sostenere la vista del suo Dio. Si era chetata. Poi, d&#8217;un tratto, mi accorsi che rimaneva con gli occhi chiusi. Dormiva come una sonnambula, ipnotizzata, chiedo scusa! vinta dalla contemplazione insistente dell&#8217;ostensorio dai raggi d&#8217;oro, prostrata dal Cristo vittorioso. La portarono via, inerte, mentre il prete risaliva verso l&#8217;altare.</p>
<p>I fedeli sconvolti intonarono un <em>Te Deum</em> di ringraziamento. E la moglie del fabbro dormì quaranta ore consecutive, poi si risvegliò senza alcun ricordo dell&#8217;accaduto, né dell&#8217;invasamento né della liberazione. Ecco, signore mie, il miracolo che ho visto&gt;&gt;.</p>
<p>Il dottor Bonenfant tacque, poi aggiunse con voce contrariata: &lt;&lt;Non mi son potuto rifiutare di attestarlo per iscritto&gt;&gt;.&#8221;</p>
<p>Speriamo che abbiate gradito questo <strong>racconto di Natale</strong> di Guy de Maupassant, e vi invitiamo a continuare a seguire la nostra serie di <strong>storie di Natale</strong> dei grandi scrittori.</p>
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		<title>Seconda parte di Miracolo di Natale di Guy de Maupassant</title>
		<link>http://www.iregalidinatale.net/regali-di-natale/seconda-parte-di-miracolo-di-natale-di-guy-de-maupassant/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 15:30:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Storie sul Natale]]></category>

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		<description><![CDATA[Eccoci pronti a proporvi la seconda parte del racconto di Natale di Guy de Maupassant, intitolato &#8220;Miracolo di Natale&#8220;. Precedentemente abbiamo visto come un evento straordinario abbia scatenato il panico nella cittadina di Rolleville, piccolo borgo della Normandia.
&#8220;La fucina di compare Vatinel si trovava in fondo al casale di Epivent, sullo stradone, ora invisibile e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccoci pronti a proporvi la seconda parte del <strong>racconto di Natale</strong> di Guy de Maupassant, intitolato &#8220;<strong>Miracolo di Natale</strong>&#8220;. Precedentemente abbiamo visto come un evento straordinario abbia scatenato il panico nella cittadina di Rolleville, piccolo borgo della Normandia.</p>
<p>&#8220;La fucina di compare Vatinel si trovava in fondo al casale di Epivent, sullo stradone, ora invisibile e deserto. Poiché era finito il pane, il fabbro decise di andare fino al villaggio. Rimase a discorrere alcune ore nelle sei case che formano il centro del paese, prese il pane, le notizie e un po&#8217; della paura diffusa sulla campagna. Si rimise in cammino prima di sera.</p>
<p>Ad un tratto, costeggiando una siepe, credette di vedere un uovo sulla neve; sì un uovo posato là, candido come il resto della terra intorno. Da dove veniva? Quale gallina aveva potuto uscire dal pollaio per andare a far là in quel posto le sue uova? Il fabbro si stupì, non riuscì a capire; ma raccolse l&#8217;uovo e lo portò a sua moglie. &#8220;Tieni, moglie, ecco un uovo che ho trovato per la strada!&#8221;.</p>
<p>La donna scosse la testa: &#8220;Un uovo per la strada? Con questo tempo, tu sei ubriaco di certo&#8221;. &#8220;Ma no, padrona, me lo sono messo in petto per non farlo raffreddare, lo mangerai a cena&#8221;.</p>
<p>L&#8217;uovo fu messo nella dove cuoceva adagio adagio la minestra, e il fabbro cominciò a raccontare quel che si diceva in giro. La donna ascoltava, pallida pallida. &#8220;Certo che ho sentito dei fischi l&#8217;altra notte, che sembravano venir dal camino&#8221;. Si misero a tavola, mangiarono prima la minestra, poi, mentre il marito si spalmava un po&#8217; di burro sul pane, la moglie prese l&#8217;uovo e lo esaminò con diffidenza.</p>
<p>&#8220;Se ci fosse qualcosa in quest&#8217;uovo?&#8221; &#8220;Cosa  vuoi che ci sia?&#8221; &#8220;Che so io?&#8221; &#8220;Su, mangialo, e non fare la stupida&#8221;. Lei aprì l&#8217;uovo. Era come tutte le uova e freschissimo. Cominciò a mangiarlo con esitazione, assaggiandolo, lasciandolo, riprendendolo. Il marito diceva: &#8220;Ebbene, che sapore ha, quest&#8217;uovo?&#8221;. La donna non rispose e finì d&#8217;ingoiarlo, poi, all&#8217;improvviso, piantò sul marito due occhi fissi, stravolti, terrorizzati; alzò le braccia, torcendole e, scossa dalla testa ai piedi, si rotolò per terra urlando orribilmente, in preda a convulsioni.</p>
<p>Per tutta la notte si dibatté tra spasimi spaventosi, scossa da tremiti paurosi da ripugnanti convulsioni. Il fabbro, incapace di tenerla, fu costretto a legarla. E lei urlava senza tregua, con voce instancabile: &#8220;L&#8217;ho visto in corpo, l&#8217;ho visto in corpo!&#8221; Fui chiamato il giorno dopo. Ordinai tutti i calmanti conosciuti, senza ottenere il minimo risultato. Era impazzita.</p>
<p>Allora, con incredibile rapidità, nonostante l&#8217;ostacolo della neve alta, una strana notizia corse da un casolare all&#8217;altro: &#8220;La moglie del fabbro è indemoniata&#8221;. E venivano da ogni parte, senza avere il coraggio di entrare nella casa; ascoltavano da lontano le sue grida spaventose, lanciate con voce così forte che non si sarebbero dette di creatura umana.</p>
<p>Fu avvertito il parroco del villaggio. Era un vecchio prete ingenuo. Accorse in cotta, come se dovesse dare i sacramenti a un moribondo e, stendendo le mani, pronunciò le formule di esorcismo, mentre quattro uomini tenevano ferma sul letto la donna che sbavava contorcendosi. Ma lo spirito non fu cacciato. E il <strong>Natale</strong> arrivò senza che il tempo fosse mutato.</p>
<p>&#8220;Vorrei che quella disgraziata assistesse alla funzione di mezzanotte&#8221; disse. &#8220;Forse Dio farà un miracolo per lei nella stessa ora in cui egli nacque da una donna&#8221;. Risposi al curato: &#8220;Vi approvo pienamente, reverendo. Se la sua mente rimarrà colpita dalla funzione (e nulla è più propizio a commuoverla) può essere salvata senza rimedi&#8221;.</p>
<p>Qui termina la seconda parte di questo inquietante <strong>racconto di Natale</strong>, che vi invitiamo a seguire fino alla fine, perchè come sempre, <strong>Natale</strong> accade sempre un miracolo.</p>
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		<title>La Notte del Miracolo, un altro racconto di Guy de Maupassant</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 14:55:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Storie sul Natale]]></category>

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		<description><![CDATA[Salve a tutti! Vi proponiamo il secondo racconto di Natale dello scrittore francese Guy de Maupassant, un racconto di natura diremmo quasi sovrannaturale, se non trattasse l&#8217;argomento che più ci sta a cuore, ovvero il Natale. Buona lettura!
&#8220;Il dottore Bonenfant frugava nella sua memoria, ripetendo a mezza voce: &#60;&#60;Un ricordo di Natale?&#8230; Un Ricordo di Natale?&#8230;&#62;&#62;.
E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Salve a tutti! Vi proponiamo il secondo <strong>racconto di Natale</strong> dello scrittore francese Guy de Maupassant, un racconto di natura diremmo quasi sovrannaturale, se non trattasse l&#8217;argomento che più ci sta a cuore, ovvero il <strong>N</strong><strong>atale</strong>. Buona lettura!</p>
<p>&#8220;Il dottore Bonenfant frugava nella sua memoria, ripetendo a mezza voce: &lt;&lt;Un <strong>ricordo di Natale</strong>?&#8230; Un <strong>Ricordo di Natale</strong>?&#8230;&gt;&gt;.</p>
<p>E ad un tratto, esclamò: &lt;&lt;Ma si, ne ho uno, e davvero molto strano; una storia incredibile. Ho visto un miracolo! Si, signore, un miracolo, <strong>la notte di Natale</strong>. Vi stupisce sentire parlare così uno come me che non crede quasi nulla. Eppure ho visto un miracolo! L&#8217;ho visto, vi assicuro, visto con i miei occhi, proprio visto.</p>
<p>Ne sono stato molto sorpreso? No, perché, se non credo in quel che voi credete, credo nella fede, e so che può muovere le montagne. Potrei citarvi moltissimi esempi, ma vi indignereste, e correrei il rischio di sminuire l&#8217;effetto del mio racconto. Vi confesserò per prima cosa che non sono stato convertito da quello che ho visto, ne sono rimasto tuttavia colpito e cercherò di raccontarvi il fatto candidamente, con la credulità di un alvemiate.</p>
<p>Ero allora medico di campagna e abitavo nella borgata di Rolleville, in piena Normandia. L&#8217;inverno quell&#8217;anno fu terribile. Fin dalla fine di novembre venne la neve, dopo una settimana di gelate. Si vedevano di lontano grossi nuvoloni venire dal nord; e la candida distesa dei fiocchi cominciò. In una sola notte, tutta la pianura fu sepolta. I casolari, isolati nelle loro aie quadrate, dietro il sipario di grandi alberi incipriati di nevischio, parevano addormentarsi sotto l&#8217;accumularsi di quella spuma fitta e leggera.</p>
<p>Nessun rumore attraversava la campagna immobile. Soltanto i corvi, a stormi, descrivevano lunghi festoni nel cielo, cercando inutilmente del cibo, abbattendosi tutti insieme sui campi lividi a sforacchiare la neve coi loro grossi becchi. Non si sentiva nulla, se non il fruscio vago e continuo di quella polvere che cadeva incessantemente. Durò per otto giorni interi; poi la valanga cessò.</p>
<p>La terra aveva addosso un mantello alto cinque piedi. Nelle tre settimane successive, un cielo, limpido come cristallo azzurro di giorno e di notte seminato di stelle che parevano di brina, tanto era rigido il vasto spazio, si stese sulla coltre compatta, dura e lucente delle nevi. La pianura, le siepi, gli olmi dei recinti, tutto sembrava morto, ucciso dal freddo. Né uomini né bestie uscivano più: soltanto i comignoli delle case, incamiciati di bianco, rivelavano la vita nascosta con gli esili di fumo che salivano dritti nell&#8217;aria gelida.</p>
<p>Di tanto in tanto si sentivano scricchiolare gli alberi, come se le loro membra di legno si schiantassero sotto la scorza; e, talvolta, un grosso ramo si spezzava e cadeva, perché l&#8217;invincibile gelo aveva pietrificato la linfa e rotto le fibre. Le abitazioni disseminate qua e là per i campi parevano lontane cento miglia le une dalle altre. Si viveva come si poteva. Soltanto io cercavo di andare a visitare i miei clienti più vicini, correndo continuamente il rischio di restar sepolto in qualche buca.</p>
<p>Mi accorsi ben presto che un terrore misterioso incombeva sul paese. Un simile flagello, si pensava, non era naturale. Qualcuno sostenne di sentire nella notte, sibili acuti, grida che passavano nell&#8217;aria. Queste grida, questi sibili, venivano senza dubbio dagli uccelli migratori, che viaggiavano al crepuscolo e fuggivano in massa verso il sud. Ma cercate di far intendere ragione alla gente impaurita. La paura aveva invaso le menti e ci si aspettava un evento straordinario.&#8221;</p>
<p>Bene, abbiamo concluso la prima parte di questo avvincente e misterioso <strong>racconto di Natale</strong> del celebre scrittore francese Guy de Maupassant, nel quale si racconta di un miracolo avvenuto nel periodo di <strong>Natale</strong> e a cui avrebbe assistito il personaggio e narratore della <strong>storia di Natale.</strong></p>
<p>Nel prossimo articolo, vedremo quale sia questo straordinario evento di cui parla il dottor Benenfant. Continuate a seguirci!</p>
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		<title>Nuovo sondaggio di Natale sui ruoli delle recite</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 15:39:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Natale]]></category>

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		<description><![CDATA[Bentornati sul nostro blog dedicato interamente al Natale, e con un altro dei nostri microsondaggi. Questa volta vogliamo sapere il ruolo che avete ricoperto nelle recite di Natale durante la vostra infanzia. Potete anche commentare quel ruolo, potendo finalmente sfogarvi e lamentarvi, seppure con decenni di ritardo!

Vi invitiamo quindi a partecipare numerosi, perché anche in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bentornati sul nostro blog dedicato interamente al <strong>Natale</strong>, e con un altro dei nostri microsondaggi. Questa volta vogliamo sapere il ruolo che avete ricoperto nelle <strong><a href="http://www.iregalidinatale.net">recite di Natale</a></strong> durante la vostra infanzia. Potete anche commentare quel ruolo, potendo finalmente sfogarvi e lamentarvi, seppure con decenni di ritardo!</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.diocesivallodellalucania.it/diocesi/images/recita/recita6.JPG" alt="" /></p>
<p>Vi invitiamo quindi a partecipare numerosi, perché anche in questo caso, stileremo una classifica finale al nostro <strong>sondaggio di Natale</strong>. A presto!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il vostro Regalo di Natale ideale</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 13:05:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Regali di natale]]></category>

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		<description><![CDATA[Cari visitatori, anche quest&#8217;anno vogliamo sapere qual è il regalo di Natale che vorreste ricevere, anche il più strano che vi viene in mente, per cui armatevi di tanta fantasia; aspettiamo trepidanti le vostre risposte.
Potete farci sapere le vostre preferenze, postando un solo commento a questo articolo, contenente al massimo due distinti regali di Natale. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari visitatori, anche quest&#8217;anno vogliamo sapere qual è il <strong><a title="Il Vostro Regalo di Natale" href="http://www.iregalidinatale.net">regalo di Natale</a></strong> che vorreste ricevere, anche il più strano che vi viene in mente, per cui armatevi di tanta fantasia; aspettiamo trepidanti le vostre risposte.</p>
<p>Potete farci sapere le vostre preferenze, postando un solo commento a questo articolo, contenente al massimo due distinti <strong>regali di Natale</strong>. Ogni settimana stileremo una classifica, e poco prima di <strong>Natale</strong>, una finale, nella quale sapremo quale sarà il <strong>regalo di Natale</strong> più atteso per quest&#8217;anno.</p>
<p>Per questo, accorrete numerosi a dirci le vostre aspettative per questo <strong>Natale 2009</strong>, sperando che potrete vedere avverato il vostro desiderio.</p>
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