Il Capodanno nell’antica Roma - Giano


A Giano era dunque dedicato il mese che aveva sostituito marzo com inizio dell’anno. A lui il sacerdote offriva farro mescolato a sale e una focaccia di cacio grattugiato, farina, uova e olio cotti al forno, forse per propiziare l’influenza benefica del dio sulla natura e sui frutti raccolti.

Quel giorno di Capodanno i Romani usavano invitare a pranzo gli amici e scambiarsi in un candido vaso miele con datteri e fichi rugosi accompagnati da ramoscelli di alloro come augurio di fortuna e felicità.

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