Le caramelle del nonno
Un ricordo di Natale di Luigi Magrini di Firenze.
“Nonostante abbia ormai 74 anni, ricordo benissimo l’atmosfra che sicreava inogni casa di pese alla vigilia di Natale. Volevamovedere tutto, assaggiare tutto, toccare tutto.
“Per tenerci buoni, ci facevano sedere davanti al camino dove scoppittava un grosso pezzo di legno. Ci davano a ognuno una piccola pertica di legno, forse una canna, con la quale dovevamo battere sul ciocco acceso. C’era anche da recitare una tiritera, che però non ricordo. Ricordo però che, più battevamo, più caramelle piovevano ai nostri piedi: caramelle che sembrava provenissero dall’alto del nero camino. La cosa c’impariva un po’, ma ci conveniva stare al gioco. A ogni caramella che arrivava vicino, si ritirava il bastone, la prendevamo, la sbucciavamo e la mangiavamo con avida premura, per poter ricominciare daccapo.
“Ho scoperto da grandicello che era il nonno, alle nostre spalle, che gettava le caramelle sul muro annerito del focolare. Queste, rimbalzando, arrivavano ai nostri piedi .
“Era questo un sistema per tenerci tranquilli mentr, per tutta la casa, facevamo i preparativi per la festa, mentre l’aria della cucina s’impregnava di buoni odori familiari e così le donne non ci avevano tra i piedi e potevano fare le loro faccende più tranquillamente.”