Natale: perchè il 25 dicembre

Se c’e’ una festa cristiana che ha radici in Roma, questa è senz’altro il Natale. In un Cronografo - una specie d’almanacco - composto nel 354 da Furio Dionisio Filocalo, è il piu’ antico calendario liturgico cristiano in uso a Roma, che risale al 326 o forse e’ piu’ antico VIII Kalendas Januarias - ovvero al 25 dicembre - si legge ( natus Christus in Betleem Judaeae ). Un’ affermazione piuttosto singolare perchè nei vangeli non vi è traccia di quella data, anzi quello di Luca allude a un periodo diverso affermando: << c’erano in quella ragione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al gregge..>>

Ed è noto che la pastorizia veniva e viene tuttora esercitatsa il Palestina, tra la primavera e l’autunno, come testimonia anche una cerimonia arcaica, poi diventata la Pasqua ebraica, che si svolgeva la notte del plenilunio successiva all’equinozio di primavera e aveva, tra le molte funzioni, quella di proteggere pastori e greggi, alla vigilia della partenza annuale per i pascoli, da influenze demoniache.

D’altronde, nonstante le ricerche compiute dagli storici d’ogni tempo, non si è mai riusciti ad appurare lavera data di nascita del Cristo. In realtà il 25 Dicembre è una data puramente simbolica, che si collega al solstizio d’inverno e a una festa romana di epoca imperiale. Nel succitato Cronografo è riportato anche un calendario civile, chiamato comunemente Filocaliano, che al 25 Dicembre nota <<N. Invicti>>, ovvero <<Natale dell’Invitto>>. L’Invitto altri non era che il Sol Invictus, divinità solare introdotta dall’imperatore Aureliano per rendere uniti i vari popoli dell’impero anche religiosamente, e aveva anche costruito un tempio in suo onore, nel Campus Agrippae, l’attuale piazza San Silvestro. Il Natale del Sole invitto era stato fissato da Aureliano al 25 Dicembre, ovvero qualche giorno dopo il solstizio invernale, quando il <<nuovo sole>> era salito percettibilmente sull’orizzonte. Si celebrava con cerimonie e giochi, fra cui ben trenta corse di carri.

Molti cristiani erano attirati da quelle feste spettacolari e la Chiesa romana, preoccupata dalla straordinaria diffusione dei culti solari, pensò di celebrare nello stesso giorno il Natale del Cristo come vero Sole. Non era una sovrapposizione ingiustificata perchè, fin dall’Antico Testamento, Gesù veniva preannunciato dai profeti come Luce e Sole. Cosicchè ai fedeli romani non dovette sembrare una decisione infondata quella di celebrare la nascita del Cristo il 25 Dicembre. Inoltre, alla luce della mentalità di quell’epoca che teneva in gran conto miti e simboli, la scelta di una data secondo una logica astrale, e non secondo dati storici, poteva considerarsi perfettamente legittima.

In seguito, nel V secolo, papa san Leone Magno diede fondamento teologico a questa solennità, polemizzando tuttavia con quei cristiani che continuavano a onorare il sole alla maniera dei pagani. La sua preoccupazione era più di carattere pastorale che teologico: dopo i primi secoli dell’era cristiana, durante i quali si erano utilizzati simboli pagani per l’evangelizzazione, occorreva in una seconda fase sradicare completamente gli ultimi residui delle religioni solari. Tuttavia, ancora per quasi un millennio le iniziali del Cristo incise sulle tavolette furono spesso contornate da un cerchio di raggi fiammeggianti.