Intorno al Fuoco di Charles Dickens - parte terza

Posted on Novembre 26 2009 by admin

Prosegue la presentazione di questo singolare racconto di Natale intitolato “Intorno al Fuoco” del celebre scrittore inglese Charles Dickens. Continuano gli esempi di storie di fantasmi, e stavolta vi si vedono coinvolti conoscenti e parenti dell’autore.

Accadde anche che l’amico di un tale, uno che i più di noi conoscono, quand’era giovane si fece un amico speciale all’università, con il quale strinse il patto che, se allo spirito fosse concesso di tornare sulla Terra dopo la separazione dal corpo, quello che dei due fosse morto prima sarebbe dovuto riapparire all’altro. Col passare del tempo, il nostro amico dimenticò il patto; i due giovani, infatti, avevano continuato la loro vita prendendo strade assai differenti l’una dall’altra. Ma una notte, parecchi anni dopo, al nostro amico che allora si trovava nel nord dell’Inghilterra e per la notte aveva preso alloggio in una locanda nelle brughiere dello Yorkshire, accadde di guardare poco più in là del letto; e lì, al chiarore della luna, appoggiato a uno scrittoio vicino alla finestra, con lo sguardo fisso su di lui, vide il suo vecchio compagno d’università!

Rivolgendosi a lui in modo grave, l’apparizione disse in una specie di sussurro, ma ben percettibile: <<Non ti avvicinare. Io sono morto. Sono qui per onorare la mia promessa. Provengo da un altro mondo, ma non posso svelarne i segreti!>>. Poi la sagoma impallidì, si sciolse, per così dire, nel chiarore della luna, e svanì.

Si narra poi della figlia del primo inquilino della pittoresca casa elisabettiana, tanto famosa dalle nostre parti. Avete mai sentito parlare di lei? No? Diamine: costei, una splendida fanciulla di appena diciassette anni, uscì di casa una sera d’estate, al crepuscolo, per cogliere fiori in giardino, poco dopo rientrò correndo nell’ingresso, terrorizzata, e disse al padre: <<Oh, caro padre, ho incontrato me stessa!>>. Egli la prese in braccio e le disse che era solo una fantasia; ma lei continuò: <<Oh, no! Ho incontrato me stessa nel viale,; ero pallida e coglievo fiori appassiti, ho voltato la testa e li ho raccolti!>>. Quella notte ella morì; il quadro che aveva iniziato per illustrare la sua storia non fu mai terminato, e ancora oggi, dicono, si trova in qualche parte della casa, rivolto verso il muro.

Bene,anche per oggi abbiamo terminato, ma vi attendiamo per la prossima parte di questo racconto di Natale.

Leave a Reply