Ultima parte della Storia di Fortunato
Eccoci ancora qui con l’ultima parte del racconto di Natale “Storia di Fortunato”, dello scrittore piemontese Guido Gozzano. In questa ultima parte assisteremo al cambiamento di carattere del mite contadino, divenuto un ricco proprietario terriero, e a cosa gli riserba il destino.
“Egli mantenne la promessa data al benefattore sconosciuto. Nessuna miseria sostava alla sua porta senza essere confortata di parola e di danaro.
“Ma col tempo il suo carattere andò mutando; come arriva sovente, la ricchezza gl’indurì il cuore; a poco a poco si dimenticò del suo passato, si circondò di adulatori e di potenti, divenne fantastico, orgoglioso, arrogante. Un giorno - era il Natale e compiva l’anno dell’incontro miracoloso - egli dava un pranzo di gala e aveva convitato tutti i ricchi e i nobili del paese.
“Dalla sala di damasco azzurro era stato tolto il trofeo della croce e delle zappe e confinato nel solaio, come un ricordo vergognoso.
“Fortunato aveva ordinato ai servi di non lasciare entrare nessun mendicante nel cortile del castello. Due valletti armati di bastone vigilavano l’ingresso per impedire il passo a chiunque non fosse invitato. Tuttavia, all’ora di sedere a mensa, arrivò nel cortile, non si seppe come, un vecchio mendicante. I servi gli furono sopra respingendolo e malmenandolo.
“<<Come sei qui, mascalzone? Via! Via! Esci all’istante!>>”
“E lo minacciarono coi bastoni alzati.
“<<Soccorrete un miserabile, in nome di Dio>> disse il poveretto con voce supplicante.
“<<Oggi no. Ritorna domani>>.
“Ma quegli insisteva e alzava la voce per essere udito dai convitati. Fortunato intese, s’affacciò alle vetrate, furibondo, perché quei gemiti freddavano l’allegria degli amici.
“<<V’avevo detto di vietare il passo a quegl’intrusi! scacciate quel miserabile e se resiste sciogliete i cani>>.
“Furono sciolti i molossi, ma quelli lambivano le mani del mendicante, che s’allontanò lentamente scuotendo il capo. Fortunato ritornò fra i commensali, riprese a bere, a ridere, a celiare.
“Poco dopo entrò nel cortile, con gran fragore, una carrozza magnifica tirata da quattro superbi cavalli. E nella carrozza stava un principe, coperto d’oro e di gemme. I servi corsero ad avvertire il signore e tutti s’alzarono da tavola, si protesero alle finestre, guardando curiosi nel cortile. Fortunato s’avanzò verso la carrozza, col cappello in mano, inchinandosi fino a terra dinnanzi allo sconosciuto; lo pregò di fargli l’onore di discendere e d’entrare nella casa.
“<<Grazie,>> rispose il forestiero <<non discenderò, e non entrerò in casa vostra. Già son venuto poco fa come mendicante e voi mi avete fatto cacciare dai cani. Vengo ora con l’abito e l’equipaggio d’un signore e v’inchinate fino a terra… Accompagnatemi prima in un luogo non lungi da qui, dove parleremo delle cose nostre…>>.
“E il principe accompagnò Fortunato nella brughiera dove aveva falciato l’erica il Natale prima.
“<<Fortunato, Fortunato! Avete dimenticato così bene il nostro colloquio d’or è l’anno? Un anno di ricchezza e di prosperità è stato sufficiente per fare dell’uomo pio un miserabile orgoglioso! La ricchezza improvvisa v’ha inaridito il cuore: che la povertà ve lo rifaccia pietoso e cristiano!>>.
“Lo sconosciuto disparve e Fortunato ritornò di corsa al castello. Ma il castello non c’era più. Nevicava, nevicava, nel triste crepuscolo di Dicembre; fra i tronchi e i rami Fortunato intravide la sua capanna di prima, illuminata dalla triste lucerna ad olio, intese le grida dei bimbi affamati. Castello, servi, oro, mensa, commensali, tutto era scomparso come in un sogno. Fortunato sentì ripalpitare in cuore una tenerezza pietosa e riprese la via della salvezza e della povertà…
“Questo accadeva quando Gesù compariva sulla terra in misteriosi sembianti e visitava le campagne e sostava alle soglie per ammonire gli uomini.”
Speriamo vivamente che abbiate gradito questo racconto di Natale, che ci insegna come non serve essere ricchi per gustare la felicità, oppure che non bisogna mai dimenticare le nostre origini.
Appuntamento quindi sempre su iRegalidiNatale.net, per un altro racconto di Natale.